Gli inizi

Itinerario di una vocazione

Fondatore

Ispirato dalla testimonianza di carità della santa Crocifissa di Rosa, Padre Luigi Dossi, prospettò al Monti l’idea di dar vita ad una “Congregazione per il servizio degli infermi” a Roma. Luigi Monti accettò e suggerì di chiamarla: “Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione”. L’idea fu condivisa da diversi suoi amici del tempo della “Compagnia” e da un giovane infermiere esperto molto ardente, Cipriano Pezzini.
Una fondazione all’ombra del Cupolone non era cosa semplice e per di più in uno degli ospedali più famosi di Europa: l’ospedale Santo Spirito. Nel frattempo i cappellani cappuccini di quel famoso ospedale dettero inizio ad una associazione di terziari di San Francesco per l’assistenza corporale ai malati.

Quando Luigi Monti giunse a Roma, nel 1858, trovò una realtà diversa da quella programmata da lui e dal suo amico Pezzini che lo aveva preceduto per intessere le necessarie trattative con il Commendatore, massima autorità dell’ospedale.
Comprese che Dio, al momento, lo voleva “Fra Luigi da Milano”, infermiere nell’ospedale Santo Spirito, e umilmente chiese di esserne inserito. Fu addetto dapprima a tutti i servizi riservati oggi al personale sanitario ausiliario, poi addetto a particolari interventi, specifici della mansione del flebotomo, descritte nel diploma rilasciatogli dall’Università La Sapienza di Roma.

Alla guida della sua Famiglia religiosa

Padre per gli orfani

La morte a Saronno

Luigi Monti, laico consacrato, concepì la comunità di “Fratelli” non sacerdoti e sacerdoti nella parità dei diritti e dei doveri, ove a superiore della comunità doveva essere eletto il fratello più idoneo. La morte lo colse a Saronno, stremato di forze, quasi cieco, a 75 anni nel 1900. Il suo progetto non aveva avuto ancora l’approvazione ecclesiastica.

Ma San Pio X, nel 1904, diede l’approvazione al nuovo modello di comunità, previsto dal fondatore concedendo il sacerdozio ministeriale come complemento essenziale per svolgere una missione apostolica rivolta a tutto l’uomo, sia nel servizio degli infermi che nell’accoglienza della gioventù emarginata. La sua tomba si trova a Saronno, nella cripta dell’Istituto che porta il suo nome e costituisce per molti fedeli un luogo di animazione e di condivisione dei valori cristiani. Nel 1941 il beato Ildefonso Schuster, Arcivescovo di Milano, aprì il processo informativo che si protrasse fino al 1951.

La beatificazione