Oltre l’assistenza: percorsi di vita indipendente

Un progetto per costruire autonomia, fiducia e futuro

Il Centro diurno “Il Gabbiano” e la Comunità residenziale “La casa di Ivan”, di Oristano, sono i promotori di un nuovo progetto che intende proporre un percorso di crescita per la vita indipendente alle persone disabili. Attraverso la partecipazione ad attività di laboratori, convivenza ed escursioni nell’ambiente naturale, si punta a favorire l’indipendenza delle persone disabili. Nasce così il progetto “Oltre l’assistenza: percorsi di vita indipendente”, il nuovo progetto sociale finanziato dalla Fondazione di Sardegna, che offre a otto persone con disabilità l’opportunità di sviluppare competenze pratiche, emotive e relazionali per gestire la propria quotidianità in modo autonomo.

La Provincia italiana della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione, attraverso l’opera della Comunità “Padre Monti” ivi residente, guidata da Fratel Antonio Angioni, promuove e cofinanzia questo progetto che intende offrire un percorso integrato che mette al centro la persona e l’inclusione.

Secondo la dottoressa Monica Giglio, coordinatrice delle strutture coinvolte, questo progetto segna un cambio di passo fondamentale per il territorio dell’Oristanese. Lo scopo, infatti, è quello di superare l’idea che le persone con disabilità debbano solo ricevere assistenza passivamente. Attraverso le diverse attività, infatti, i partecipanti diventano protagonisti attivi della propria vita acquisendo strumenti e competenze per autodeterminarsi, sperimentando il valore dell’autonomia e l’emozione di farcela da soli.

Cinque le aree-chiave dello sviluppo personale che il progetto ha lo scopo di sviluppare: il laboratorio delle emozioni dà la possibilità di prendere parte a incontri per riconoscere, esprimere e gestire il proprio vissuto emotivo; con i percorsi pratici si punta a imparare a muoversi nel territorio e gestire le incombenze quotidiane; mentre con l’orto terapeutico e giardino sensoriale gli utenti avranno spazi inclusivi a contatto con la natura per stimolare i sensi e la responsabilità.

Si aggiungono infine le escursioni naturali, uscite nel verde e al mare per favorire il benessere psicofisico e la socializzazione; e i weekend residenziali, brevi convivenze fuori casa per sperimentare una reale vita indipendente lontano dalla famiglia.

Il progetto prevede la partecipazione di solo otto persone per poter garantire a ogni partecipante un accompagnamento educativo personalizzato e attento da parte di psicologi, pedagogisti, educatori e OSS. “I percorsi mirano non solo a migliorare la qualità della vita dei ragazzi, ma anche a offrire un sollievo concreto e una nuova prospettiva di futuro alle loro famiglie”, aggiungono i promotori del progetto.

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