Come massima assemblea decisionale di un Istituto religioso il Capitolo generale, celebrato ordinariamente ogni sei anni, è chiamato ad occuparsi delle questioni e dei problemi più importanti che riguardano la vita e lo sviluppo della Congregazione (cfr. Cost. 192).

E’ pertanto consequenziale che i temi trattati durante i lavori siano e debbano essere di aiuto e supporto alla riflessione e alla ricerca di quelle vie di sviluppo che sono vitali per ogni organismo.

I temi scelti per il 34° Capitolo generale dei Figli dell’Immacolata Concezione sono concentrati in tre parole, dense e piene di significato, come già abbiamo avuto modo di ricordare: FONDATORE – FRATERNITA’ – FORMAZIONE.

A ciascuno di questi tre temi vorremmo dedicare – separatamente – una breve riflessione, per cercare di evidenziarne almeno a grandi linee la portata e soprattutto il legame con il compito precipuo che le Costituzioni attribuiscono al Capitolo generale.

La prima parola, o il primo tema, è FONDATORE. La scelta dice il desiderio e la volontà del Capitolo di porsi sempre più in sintonia con colui che è stato l’iniziatore del cammino di sequela evangelica dei Figli dell’Immacolata Concezione. Si tratta, anzitutto, di riconoscere – con gratitudine – la storia da cui siamo nati, la radice da cui è scaturito il nostro percorso di consacrati. Abbeverarsi alla sorgente da cui ha avuto inizio, nel tempo e nella storia, la meravigliosa avventura di tanti che hanno speso la loro vita per i malati e gli orfani in tante latitudini del nostro mondo, è nutrirsi di riserve per il futuro, è rimotivare la propria scelta, è rinnovare il proprio “si”, perché ogni albero porta frutto dove sono le sue radici.

Non sembri azzardato, qui, un richiamo al comandamento biblico di onorare il padre e la madre. Il comandamento, si sa, si impone non per i meriti o le virtù umanamente verificabili di quanti ci hanno generato, ma perché essi sono stati la mediazione necessaria attraverso i quali Dio stesso ci ha donato la vita.

Onorare e rispettare i genitori è, in una parola, onorare e rispettare Dio e il Suo disegno per noi. Senza dimenticare che il quarto è l’unico comandamento a cui è legata la promessa di una ricompensa.

Anche i Fondatori, nella logica dell’Incarnazione che dovrebbe costituire la chiave di lettura di ogni evento cristiano, sono delle mediazioni necessarie. Dio ha agito attraverso di loro, e costantemente agisce attraverso la fedeltà al carisma che ha loro donato, perché ciò che noi siamo è…ciò che eravamo.

Ha fatto notizia, nei giorni scorsi, la felice scoperta della nascita di nuovi germogli sul tronco di un olivastro millenario avvolto e devastato – lo scorso anno – dal devastante incendio che ha distrutto migliaia di ettari di terreno e di bosco nella zona del Montiferru, in Comune di Cuglieri. L’olivastro, maestoso e ammirato da tutti, e di cui rimaneva ormai solo il ricordo nelle fotografie, ha dimostrato un’energia ancora capace di stupire: le sue radici sono vive e forti. Con una curiosità che induce a riflettere: i primi germogli verdi sono spuntati, lo scorso 15 aprile. Era  il Venerdì Santo.

Come a dire che, al di là di tutto, se le radici sono vive e sane, la vita può sempre riprendere. Una bella lezione!

L’art. 207 delle nostre Costituzioni espone un elenco dei compiti del Capitolo generale ordinario, che:

“- elegge il Superiore generale ed i suoi quattro Assistenti;

– tratta i problemi più importanti della Congregazione relativi al patrimonio spirituale;

– esamina lo stato della Congregazione, delle Province e prende adeguati provvedimenti;

– può aggiornare le disposizioni delle Norme ed i vari Regolamenti di sua competenza;

– formula statuti o decreti conformi alle Costituzioni ed interpreta autenticamente le decisioni dei Capitoli precedenti, le conferma, modifica o annulla;

– propone alla S. Sede opportune modifiche o richieste d’interpretazione autentica delle Costituzioni;

– studia i mezzi adatti a promuovere una vita religiosa più evangelica;

– aggiorna i criteri di elezione e il numero dei delegati che comporranno il successivo Capitolo generale e ne determina i collegi elettorali;

– traccia un piano di programmazione per il sessennio”.

Alla luce di quanto detto sopra non sembra difficile individuare il legame strettissimo, oserei dire vitale, che intercorre tra questi compiti e la figura del Fondatore: dalla elezione del Superiore generale (che è il successore di Padre Monti) all’elaborazione di un piano per il sessennio (che costituisce il piano di sviluppo di quel seme carismatico che abbiamo ereditato dal Fondatore), passando attraverso gli adempimenti e le scelte che devono rinnovare il nostro impegno di fedeltà a Dio nella Chiesa.

Come Padre Monti è stato la mediazione necessaria perché nascesse la Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione, così oggi tocca al Capitolo generale farsi mediazione necessaria perché il seme gettato generosamente porti frutti abbondanti per la Chiesa e per il mondo.

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